La cima

Mi è successo di ritrovare la cima della barca che avevo smarrito. La storia è questa.
Era una cima comprata due anni fa e corredata da me di una parte in gomma che funge da ammortizzo. Quando a Novembre scorso ho tirato a secco la barca l’ho lasciata attaccata all’anello del molo galleggiante ma mettendo in mare la barca quest’anno non era più al suo posto.
Ieri dopo la furiosa mareggiata che si è abbattuta su Spezia con onde cosi grosse da superare la diga e che ha indotto molti a tirare a secco la propria imbarcazione, sono passato con Francesca, che insisteva, dalla mia, per rinforzare l’ormeggio.
Dopo essere salito ho chiesto a Francesca di passarmi una cima che avevo tolto mesi fa da un altro anello dove era stata abbandonata (era piena di muscoli che ho eliminato) e che avevo assicurato al mio, sostituendo quella mancante.
Ma la cima rimasta in acqua in questi mesi si era di nuovo riempita di alghe ed era diventata sporca e viscida e così mi è scivolata dalle mani. Allora per non costringere Francesca a risporcarsi e vedendona una nell’anello a fianco più pulita, le ho chiesto di porgermela. Era proprio la cima perduta! Ancora abbastanza pulita ho pensato, quindi utilizzata fino a poco prima.
Se analizzi il ritrovamento puoi riconoscere alcuni elementi tipici dell’azione dello Spirito:
Chi l’ha presa l’ha riportata – (non maledire)
Azione intima e nascosta sulla coscienza del peccatore
Non rubare: la cima non mia non era utilizzabile
Recupero della mia provvidenziale nel momento di maggiore bisogno
Fare sempre quello che ti dice il tuo coniuge, vicendevolmente
Carità verso il tuo prossimo: lei si è chinata per prendere la prima sporcandosi e io ho rivolto lo sguardo altrove per non darle altro dispiacere.