Ti spiego adesso

Ti spiego adesso il giornale accartocciato di oggi. Te lo sviluppo per quanto posso perché tu possa leggerlo, ma non riuscirò a toglierti tutte le pieghe. Rimarrà sempre un non detto o meglio un non scritto che dovrai ricreare nella tua mente per far tornare a modo il filo del discorso.
Tutto è iniziato dopo jl tuo messaggio sul roseto morto e le spine che non ci sono più. Sono sceso dalla Mercedes  pensando che di spine anch’io ne avevo ben poche. Mancava poco alle 9 e meno male che facevo quasi di corsa perché Francesco mi aveva appena avvisato che la riunione in call con un nostro possibile cliente era stata da loro anticipata. Alle 9 appunto. Vorrebbero una risorsa autonoma da subito con qualche esperienza in campo alimentare. Sono pieni di lavoro e non sanno come tirarsene fuori. Francesco è stato ancora una volta bravo e dice a me di farci più di una pensata. Il problema è serio, chi mandiamo? Boschi? Alina? Silvester? Charif? Victoria? Chiamo Alina ma sta bene in maternità facoltativa, Victoria non risponde (dirà nel pomeriggio che stranamente non aveva sentito lo squillo), Silvester poi lavora già da Mendozzi che paga poco ma paga. Boschi che più di tutti ha esperienza nel campo alimentare, non lo chiamo. Mi richiamerà lui a mezzogiorno per dirmi che è pronto ma non si sa per cosa. Forse per gli spaghetti.
Chiamo però Charif che risponde subito ed è disponibile, ha anche fatto esperienza nel passato a Reggio in un’azienda alimentare. Perfetto. Così non devo mandarlo a Fiorano, lui che non è più di primo pelo, perché il Covid ha circondato il nostro ufficio.
Nel frattempo mi siedo al pc e trovo uno sconto su un portatile che avevo già messo nel carrello di acquisto.
È il segno che devo procedere dopo due giorni di tentennamenti.
È l’una. Maria pia e Dalila gentilmente mi comprano un buon panino alla mortadella della Conad di fronte: 2 euro.
Arriva Arnaud un camerunense nero come la cioccolata fondente e si siede a fare il corso Cad con Dalila. Ha avuto un bimbo da poco perché con la fidanzata si sono sbagliati e ora cerca di rimettere a posto la cosa cercando un lavoro.
Aspetto le due e mezza con Francesco per andare a fissare un nuovo lavoro da Bompani. Ma la la giornata rallenta. Al tavolo della riunione c’è uno staff di tecnici che non decidono e ci fanno un bel po’di domande su come organizzare il lavoro. Tempo perso. È tutto rimandato a quando parleranno con il capo.
Devo fare un po di predica a Francesco mentre rientro. In ufficio sono arrivati i calendari del 2021, ma non sono come mi piacciono. Discuto con Maria Pia dicendole di contestarli. E’ arrivata anche una mail da un cliente il solito Mendozzi che di 80 ore del nostro Silvester ne vuole pagare 31. Mi arrabbio di nuovo con Maria Pia che gli dà ragione, ma poi alla fine eta proprio così: Silvester aveva fatto 3 giorni di prova e uno di assenza.
Mi risiedo al mio pc e arriva la fattura dell’architetto: 2000 euro. Il pc messo nel carrello non si può acquistare,  deve ancora arrivare a Milano. Decido per il noleggio così almeno si riduce  l’importo mensile devo firmare un modulo ma la stampante ha finito stamattina il toner.
E siamo alle 18 47 mi chiamo quello di Bologna per il sw craccato. Mi annuncia che la casa madre vuole 60000 euro come rimborso al danno. Discuto e passano le 19 orario in cui sarebbe arrivata Clelia alla stazione dove come da accordi avrei dovuto prenderla per evitarle autobus. Volo fuori e trovo la macchina con il baule posteriore alzato. Per fortuna c’è tutto e la strada è libera, Clelia mi aspetta e la porto a casa.
Esco nuovamente subito dopo per portare due pacchi di spesa all Gosia che li spedirà a Barbara in carcere. L’indirizzo è via giardini 207. Arrivato in fondo a Via Corassori decido di andare a destra perché il navigatore della Mercedes non riporta nell’elenco delle strade Via Giardini (!). Guarderò i portoni. Ma non riesco ad avvicinarmi abbastanza con la macchina per leggere i numeri. Finalmente trovo un marciapiede con lo scivolo davanti ad un portone e decido di fermare la macchina proprio di fronte per leggerlo da vicino. 666.
Non ci credo anzi si adesso capisco. Torno indietro e davanti al 207 c’è un signore che mi aspetta ma non riesco a fermarmi. Devo fare ancora una volta il giro. È un nero con i capelli brizzolati mi dice che mi aveva visto passare.
Siamo alla fine torno a casa chiamo Francesca e posteggio. Mentre le parlo a motore spento passa di fronte una macchina della polizia lentamente e i due poliziotti bardati di mascherina mi guardano e io loro. Vanno avanti 10 metri si fermano e fanno marcia indietro. Mi riguardano. Scendono dalla macchina e vengono verso di me. Tiro giù il finestrino : abita qui lei? Si rispondo. Vanno a vedere il baule e dicono : A posto. E se ne vanno.

Io le rose le ho viste la mattina, al pomeriggio ho fatto per prenderle ma mi sono bucato le mani.