Un granellino

..Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra
».

Dice Gesù che il Regno dei cieli è questo albero che cresce, dunque è già in mezzo a noi visibile!

Perche è  vero che il seme è cresciuto di nascosto nessuno sa come, ma poi si manifesta come pianta e desta la meraviglia di tutti.

Ma come era solo un granellino! E..come ha fatto e come poteva stare tutto lì dentro?..

E infatti non era tutto lì dentro, ma solo il principio, poi tutte le cose intorno, l’acqua, la terra gli hanno dato il necessario e lui si è unito a loro, le ha trasformate e ha trasformato se stesso.

Non è più un granellino è un fusto solido e forte e anche gli uccelli che prima se lo sarebbero mangiato volentieri ora vanno addirittura a chiedergli ospitalità.

L’acqua e la terra sono dentro di lui, le ha fatte partecipare a questa meraviglia. Esse erano solo fango schiacciato e calpestato, ora sono diventate parte di un albero che cresce verso l’alto.

Il potere dell’unione, caro Paolo, produce miracoli, è un principio della natura e della vita. “Se il seme che cade per terra non muore rimane solo..”

Ma qui vorrei indicarti anche che il miracolo che lascia stupito l’interlocutore della parabola, cioè la presenza dell’albero che prima non c’era ed improvvisamente appare sotto i suoi occhi.. è  la stessa meraviglia che abbiamo anche noi di fronte alla comparsa sotto i nostri occhi del Regno dei cieli.

Il regno dei cieli è palpabile, visibile, udibile, per il credente.

A Lucca venerdì mi hanno sostenuto, vogliono che continui e porti altre persone. A Modena lo stesso giorno hanno dettato l’interruzione per Alina e per Gheorghe. A Sassuolo sempre venerdì qualcuno mi ha chiamato 5 volte per avere un aiuto.

La mattina era venuto in ufficio un altro candidato, un Rossi tra parentesi, mandato da Enold per fare una prova. Bravissimo. Poi Sabato è venuto Francesco Colella a fare la prova, meno bravo ma io domani lo assumo.

Lui non sa perché così in fretta e giustamente si meraviglia. Stava da Mendozzi offeso e maltrattato e da lunedì è senza lavoro. Ora subito io lo spingo dentro l’Atom prima che gli uccelli vengano a mangiarselo.

Perché il compito dell’agricoltore è seminare, prendere il seme e seppellirlo prima che il nemico venga e se lo porti via. Se spunta la pianta poi, dai pure, è tutta una gioia.