Una moltitudine in Paradiso

Nell’esempio portato da Gesù agli ascoltatori e preso dalla vita della campagna, va notato che il chicco di grano è sia seme che frutto.

Così non è la sua natura che lo identifica, ma il ruolo che intende assumere nel piano di Dio.

Se vive per sé stesso, glorificandosi delle sue proprietà, passando di mano in mano, solo per mostrarsi agli occhi degli altri, finisce per rimanere solo.

Se invece si lascia nascondere sotto terra e si disfa per sempre, in una parola: muore,  allora e solo allora produce una pianta che contiene e genera molti altri chicchi.

Ora noi siamo abituati a godere della vista di sacchi di grano, dove possiamo affondare la mano con piacere, sacchi molto più visibili di un solo chicco, e ci entusiasmiamo dell’abbondanza così inaspettatamente generata.

Gesù quindi ci indica una prima strada per la felicità buona: essere insieme agli altri, confondersi da pari a pari, gioire insieme anziché da soli.

Si potrebbe obiettare:” Perché non siamo rimasti tutti uniti sulla pianta?”
La prima risposta che mi viene in mente è di carattere strutturale: la pianta non ha la capacità di sostenere tutti. È naturale per la conformazione fisica della natura che l’alveo protettivo voglia trattenere e che il frutto cresciuto voglia staccarsj. C’è incompatibilità funzionale.

La seconda è più essenziale:  il desiderio di staccarsi dal grembo materno è l’autodeterminazione dell’individuo, qualcosa che va nel profondo della storia di ciascuno di noi e che se non si realizza comporta a lungo andare patologie di ogni genere.
È un desiderio che ha già in sé il carattere che noi chiamiamo maturità. Il figlio si qualifica come frutto maturo della famiglia.

Comunque lo staccarsi anche a volte violento porta con sé la gioia di una nuova vita. È qui che Gesù si sofferma. Cosa ne sarà del figlio maturo?

Egli ha due possibilità in fin dei conti: vivere per sé stesso o vivere per gli altri.

Nel primo caso vive ma la sua vita è già una condanna: rimane solo per sempre: neanche dopo la morte qualcuno si ricorderà di lui. Le sue opere saranno acquisite da qualcun’altro che le cambierà con il suo nome.

Nel secondo caso si spende fino allo stremo, fino a che di lui non resti che un pensiero, pensiero che si produrrà sempre ogni volta che si vedrà un suo figlio. Così si dirà:” non è costui figlio di..?”.

Ma Gesù va oltre un concetto così terreno e ci chiede di guardare più in alto ancora, alla gioia del Regno che già possiamo assaporare su questa terra. Se ci spendiamo per gli altri  la nostra nuova casa di riempirà di amici, di doni, e di Provvidenza. Sarà come vivere un’anticipazione del Paradiso.

Ecco allora che il Padre di tutti noi dall’alto dei Cieli può raccoglierci tutti e tenerci insieme e farci scorrere tra le dita come tanti chicchi di grano.

Così possiamo essere agli occhi di Dio se scegliamo di morire a noi stessi: una moltitudine in Paradiso.