Di cosa avete bisogno?

Il pranzo era quasi finito quando Paolo intravede Giovanni, un uomo non ancora quarantenne conosciuto qualche mese prima. Gli aveva donato il libro, Credere nel Cambiamento. Paolo fa gli occhi grandi che gridano al miracolo e invita Giovanni a sedersi al nostro tavolo.
Giovanni si presenta e comicia a parlare con noi. Ha letto il libro, e Stefano non insiste su racconti straordinari come è solito fare, anzi, sembra pacato, lo sguardo dell’imprenditore. Giovanni è socio in un’agenzia di lavoro temporaneo, e anche lui è abituato a lavorare con le persone. Il suo compito è proprio quello di sceglierle. Dice con molta serenità di aver trovato molte similitudini tra il suo lavoro e la Spei. In segreto, nell’intimo, cerca di non piazzare il lavoratore più bravo, ma quello più bisognoso. Lo fa senza pubblicità, senza raccontarlo troppo in giro o aver scritto racconti. Di casi ne ha visti tanti, con noi si apre.
Ogni volta, racconta, Dio ha premiato le sue scelte coraggiose. E’ come vivere un brano degli Atti: agite, e Dio agirà. Al tavolo del ristorante parliamo come dovessimo parlare di calcio, con normalità. Altrettanto normalmente viene il lavoro: il CAD, il disegno, i disegnatori bravi e meno bravi.
<<Di cosa avete bisogno?>>, chiede Giovanni. E’ una delle domande che avevo suggerito a Paolo di fare all’ultimo incontro di presentazione del libro. Di cosa abbiamo bisogno? Stefano risponde e chiede a Giovanni disegnatori bravi, ingegneri o periti, per fare un colloquio. Anche Giovanni è invitato in ufficio.
Dio sa se chi arriverà avrà il fuoco della vocazione, la “dignità signorile” di prendersi a carico un nostro ragazzo, o un nuovo ragazzo, e aiutarlo a crescere come tanti altri sono stati aiutati a farlo.

G.C.

Arriva la cameriera a chiedere : “Avete bisogno ancora di qualcosa? Dolce, caffè…” Io annuisco senza spegare che di solito lo prendo lungo, mentre Giovanni prefersce una frutta, per esempio delle fragole. La ragazza se ne va dicendo : “allora un caffè lungo e vado a vedere che frutta abbiamo”. Dopo qualche minuto eccola con il mio caffè e dice a Giovanni che hanno ananas, mela o fragole…Quale preferisce? Spiego a Giovanni che ripete di volere le fragole : “Vedi il Signore l’ha fatta tornare per farci sapere che non è grazie alla sua persipcacia che aveva azzeccato il caffè, ma un angelo l’aveva suggerito.

S.P.

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